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Ciao! Eccoci di nuovo qui a parlare di musica con un argomento che sta a cuore a tutti gli studenti, qualsiasi sia lo strumento che praticano. Mi rivolgo a chi studia ed e’ alle prime armi, ma anche a chi e’ ad uno stadio piu’ “avanzato”. Ecco qualche consiglio! Lo spunto ce lo da il libro di Chuan C.Chang “I fondamenti dello studio del pianoforte” .

Le prossime righe contengono l’insieme minimo di istruzioni necessarie prima
di iniziare a studiare.

La Seduta di Studio
Molti studenti adottano abitualmente questa procedura:
(1) Prima studiano le scale e gli esercizi tecnici finché le dita non si sono riscaldate, continuano così per mezzora o più se hanno tempo, per migliorare la tecnica specialmente usando esercizi come l’Hanon.
(2) Poi prendono un pezzo nuovo e lo leggono lentamente per una pagina o due, stando attenti a suonare dall’inizio con le due mani insieme.
Ripetono da capo suonando lentamente finché non riescono ad eseguirlo ragionevolmente bene, poi aumentano la velocità gradualmente (potrebbero usare un metronomo) finché non hanno raggiunto la velocità finale.
(3) Alla fine delle due ore di studio le dita volano quindi possono suonare veloce quanto vogliono e goderselo prima di smettere. Dopo tutto sono stanchi di studiare e quindi si possono rilassare, possono suonare di cuore alla massima velocità: è il momento di gustarsi la musica!
(4) Il giorno della lezione, ripassano più volte possibile il pezzo alla velocità giusta (o più velocemente!) in modo da essere sicuri di saperlo completamente e di tenerlo in condizioni ottimali. Questa è l’ultima occasione, ovviamente più studiano e meglio è.

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I FONDAMENTI DELLO STUDIO DEL PIANOFORTE

ANCHE TU USI QUESTO SISTEMA DI STUDIO?

Ebbene, sappi  che ogni passo di questo procedimento è sbagliato! La procedura precedente garantirà agli studenti, quasi certamente, di non andare oltre al livello intermedio, anche studiando diverse ore al giorno. Questo metodo, infatti, non dice nulla agli studenti su cosa fare quando incontrano un passaggio per loro impossibile, a parte continuare a ripeterlo, alle volte per una vita, senza una chiara idea di quando o come sarà acquisita la tecnica corretta.  Inoltre, durante la lezione di fronte al maesto o durante un concerto la musica uscirà piatta e le stecche inaspettate saranno praticamente inevitabili.
La mancanza di progressi è la ragione principale dell’abbandono dello studio del pianoforte. Gli studenti, specialmente i più giovani, sono intelligenti: perché lavorare come uno schiavo per non imparare nulla? Si gratifichino gli studenti e si otterrà più dedizione di quanto qualsiasi insegnante possa volere. Come vedremo, ci sono metodi che permettono di acquisire la tecnica in un lasso di tempo relativamente ristretto.
Si noti come il procedimento precedente sia un metodo “intuitivo”.
Se una persona di intelligenza media fosse abbandonata su un’isola con solo un pianoforte e decidesse di imparare a suonarlo, molto probabilmente adotterebbe un metodo di studio come quello descritto. Un insegnante che usa questo metodo quindi in realtà non insegna nulla: il metodo è intuitivo. I procedimenti corretti per imparare sono invece  “controintuitivi“.
Perché così tanti insegnanti usano l’approccio intuitivo? Perche’ in realtà non hanno mai veramente capito il metodo giusto e quindi adottano naturalmente quello intuitivo. Il problema del metodo contro-intuitivo è la sua difficoltà ad essere adottato: il cervello dice continuamente che è sbagliato e di tornare al metodo intuitivo. Questo messaggio del cervello può diventare irresistibile appena prima di una lezione.

VEDIAMO ALLORA COSA FARE

(1) Si dia un’occhiata al nuovo pezzo e si inizi a suonarlo a prima vista in modo da avere dimestichezza con come suona. Il modo migliore per prendere confidenza con un nuovo pezzo è ascoltarne un’esecuzione (registrata).

(2) Il passo successivo è analizzare la struttura della composizione. Questa verrà usata per definire il programma di studio. Usiamo “Per Elisa” di Beethoven come esempio: le prime quattro misure vengono ripetute 15 volte, quindi imparando solo 4 misure si può suonare il 50% del pezzo (125 misure); altre 6 misure vengono ripetute 4 volte, quindi imparare solo 10 misure ci permette di suonare il 70% del pezzo. Usando questi accorgimenti il 70% di questo pezzo può essere memorizzato in meno di mezz’ora perché queste misure sono piuttosto facili.

(3) Si inizi ad imparare il pezzo esercitandosi prima sulle sezioni più difficili. La ragione è ovvia: ci vorrà di più per impararle, bisognerà quindi dedicargli la maggior parte del tempo.

 Uno dei trucchi più importanti per imparare è scegliere un pezzetto breve da studiare. Questo trucco ha forse il maggior effetto, nel ridurre il tempo di studio, per molte ragioni.All’interno di qualsiasi passaggio difficile, diciamo di dieci misure, ci sono tipicamente solo alcune poche combinazioni di note che legano le mani. Non c’è bisogno di esercitarsi su altro all’infuori di esse.

(4) Si studi solo parti piccole! Questo permette di esercitarsi sulle stesse per dozzine di volte, anche centinaia, in una questione di minuti. L’uso di queste rapide ripetizioni successive è il modo più veloce di insegnare alla mano i nuovi movimenti.

(5) Si inizi a studiare qualsiasi passaggio difficile a mani separate. Si scelgano due passaggi piccoli, uno per la destra e uno per la sinistra. Si studi la destra finché non inizia a stancarsi, si passi poi alla sinistra. Si cambi ogni 5÷15 secondi prima che la mano che sta riposando si raffreddi e si impigrisca o che la mano che sta lavorando si stanchi.

Lo studio a mani separate va usato solamente nei passaggi difficili che non si riescono a suonare. Se si riesce a suonare il passaggio adeguatamente a mani unite, per carità, si salti la parte a mani separate!

Bene carissimi, per oggi possiamo concludere questa prima carrellata di suggerimenti.

Se volete approfondire ecco il link dove potete reperire questo fantastico libro-metodo, che secondo me dovrebbe essere presente nella biblioteca di ogni pianista e non solo!

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I 10 MIGLIORI LIBRI PER LO STUDIO DEL PIANOFORTE


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